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Erdogan insiste: avanti con il progetto urbanistico a Istanbul

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Erdogan insiste: avanti con il progetto urbanistico a Istanbul

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Le proteste non fermano il progetto di costruzione del centro commerciale al Gezi Park di Istanbul. In un sabato segnato dal ritorno in azione dei reparti antisommossa della polizia, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che il contestato piano urbanistico non si fermerà, chiedendo ai manifestanti di tornarsene a casa.

“Nonostante le provocazioni da parte di organizzazioni illegali, nonostante il danno arrecato ai negozi – ha detto Erdogan -, nonostante gli attacchi con pietre e Molotov, la polizia agisce nell’ambito dell’autorità conferitale ma ho impartito l’ordine al ministro dell’Interno e al governatore: se sarà utilizzata una forza eccessiva saranno prese le misure necessarie”.

Amnesty International ha denunciato l’eccessivo uso della forza da parte della polizia turca, che ha cercato di sgomberare le centinaia di manifestanti radunatisi a Istanbul. La mobilitazione, iniziata negli scorsi giorni, ha sempre più il sapore di una contestazione contro il premier Recep Tayyip Erdogan. I manifestanti vogliono le sue dimissioni.

Forte di ottimi risultati economici, il governo islamico moderato che guida gode – secondo i sondaggi – del sostegno di metà della popolazione. Gli oppositori invece denunciano una gestione del potere autoritaria. Sotto accusa, tra le altre cose, la sua gestione del conflitto in Siria e alcuni recenti provvedimenti, come la stretta sugli alcolici.

I disordini coinvolgono anche altre città turche – dalla capitale Ankara a Smirne – e quella che si è ormai trasformata in una delle sfide più dure degli ultimi anni a Erdogan rischia di espandersi su altri fronti, come quello curdo.