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Siria: Assad chiede un referendum su eventuale accordo, l'opposizione frena

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Siria: Assad chiede un referendum su eventuale accordo, l'opposizione frena

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Un’apparizione televisiva di Basahr al Assad pone nuovi ostacoli sul cammino verso la conferenza di pace internazionale di Ginevra. In un’intervista rilasciata alla televisione vicina al movimento sciita libanese Hezbollah – impegnato ai fianco del suo esercito – il presidente siriano ha affermato che Damasco ha già ricevuto dalla Russia un primo carico dei sofisticati missili terra-aria antiaerei a lungo raggio, gli S-300.

E ha aggiunto: “Qualsiasi accordo raggiunto, dentro o fuori la Siria dovrebbe essere sottoposto all’opinione del popolo siriano e a un referendum. Questa è l’unica condizione che poniamo. Tutto il resto è inutile e questo è il motivo per cui andremo alla conferenza di Ginevra con tranquillità”.

Da Istanbul l’opposizione – che per partecipare a Ginevra 2 chiede le dimissioni di Assad e il ritiro di Hezbollah dalla Siria – afferma per voce di Ahmed Kamal: “È uno scherzo. Non c‘è libertà in Siria e non vi è sicurezza. È impossibile vivere in Siria, come possiamo tenere un referendum sotto un regime dittatoriale e in guerra?”.

Assad ha fatto sapere di non volersene andare, invocando la possibilità di ricandidarsi alle presidenziali nel 2014. Un braccio di ferro che ostacola gli sforzi volti a portare al tavolo delle trattative governo e opposizione, a giugno, come si vorrebbe. Rappresentanti di Stati Uniti, Russia e Onu si incontrano mercoledì prossimo a Ginevra una riunione preparatoria.