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La Corte Costituzionale dice no a immediate elezioni per il sindaco di Kiev. Insorge l'opposizione

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La Corte Costituzionale dice no a immediate elezioni per il sindaco di Kiev. Insorge l'opposizione

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Le elezioni per il sindaco di Kiev non si terranno prima della fine di ottobre 2015. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, sulla quale sono piovute le critiche dell’opposizione, che accusa i giudici di aver fatto un favore al Partito delle Regioni di Viktor Ianukovich.

Le forze politiche avverse al presidente ucraino sostengono che Ianukovich non voglia mandare i cittadini al voto per paura di una sconfitta.

“Il governo sa chiaramente che qualsiasi candidato dell’opposizione batterebbe un qualsiasi contendente pro-governo. Se le elezioni si tenessero, il 90% dei posti in consiglio comunale sarebbero dell’opposizione”, dice il leader di Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma, il pugile campione del mondo Vitali Klitschko.

L’ex primo cittadino Leonid Cernovestki si è dimesso a giugno. Ianukovich ha dato ampi poteri al capo dell’amministrazione comunale, Olexandr Popov.

“Qualsiasi cittadino può esprimere la propria opinione o commentare emotivamente la sentenza, ma essa deve essere rispettata. Il Parlamento ora farà passare la risoluzione e fisserà la data, come indicato dai giudici”, ribadisce il deputato del Partito delle Regioni Vladimir Makeienko.

La Corte ha motivato la decisione con la necessità, per motivi organizzativi, di tenere simultaneamente le elezioni locali in tutto il Paese.

“La sentenza della Corte Costituzionale implica che Kiev rimarrà senza un sindaco eletto per più di 2 anni, dice la nostra corrispondente Evgeniya Rudenko, “La decisione del tribunale sfavorisce l’opposizione, che non potrà trarre frutto dalle elezioni nella capitale in vista delle future presidenziali”.