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L'Iran scopre la tribuna elettorale, Jalili favorito per la presidenza

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L'Iran scopre la tribuna elettorale, Jalili favorito per la presidenza

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Per la prima volta nella storia delle Repubblica Islamica, in Iran va in onda un dibattito televisivo tra gli otto candidati alla presidenza.

Una novità che difficilmente altererà gli equilibri dello scontro, divenuto una corsa a due: Said Jalili, l’ex negoziatore sul nucleare, e il sindaco di Teheran Mohammad Baqer Qalibaf, entrambi molto vicini al Leader supremo Ali Khamenei.

A rappresentare l’anima riformista Hassan Rohani, all’attacco sulla politica economica del precedente governo.

Al voto del prossimo 14 giugno mancheranno due protagonisti, esclusi dai Guardiani della Costituzione: l’ex-presidente Akbar Hashemi Rafsanjani e il delfino di Ahmaninejad, Esfandiar Rahim
Mashai. Esclusioni che rafforzano Jalili, ora appoggianto anche dal presidente uscente.

Un condizionamento importante sul voto potrebbe arrivare dal dipartimento del Tesoro statunitense che ha alleggerito i termini dell’embargo, pemettendo l’ingresso degli smartphone nel Paese. Il web ha dato vita alla rivolta verde del 2009, scoppiata dopo la rielezione di Ahmadinejad.