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L'insolita primavera europea

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L'insolita primavera europea

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Sciare a giugno sui Pirenei è possibile. Per la prima volta la stazione sciistica di Porté-Puymorens, in Francia, nel fine settimana riapre gli impianti, fermi dallo scorso primo aprile. Le basse temperature registrate finora hanno permesso di mantenere il mantello di neve accumulatosi durante le abbondanti nevicate invernali.

È confermato. La primavera meteorologica, cioè i mesi di marzo, aprile e maggio è stata, almeno per quanto riguarda l’Europa occidentale, più fredda e con meno sole rispetto alla media. E qui, nel sud della Francia, ci si adatta alle condizioni meteo. Come spiega Jean Luc Recouderc, proprietario di un negozio di noleggio di attrezzature sciistiche: “Normalmente in questo periodo siamo già tornati a valle. A raccogliere la frutta: pesche e pesche noci. Ma la frutta è in ritardo e la stagione dello sci prosegue”.

La neve però in pianura diventa pioggia. E l’acqua troppo abbondante ingrossa i fiumi e causa alluvioni e smottamenti. Perché questa primavera è stata anche molto più piovosa del normale in tutta l’Europa occidentale.

Le forti piogge hanno riempito le falde freatiche e inzuppato la terra. Il che comporta dei rischi di smottamento del terreno, come qui a Bad Salzungen, nel nord della Turingia, nel centro della Germania.

“Nonostante l’acqua alta dei fiumi – spiega Klaus Bohl, sindaco di Bad Salzungen, le frane qui non ne sono una diretta conseguenza. Questa frana è stata causata dalle piogge incessanti degli ultimi giorni. In realtà nessuna scarpata è in grado di sopportare 70 litri d’acqua per metro quadrato”.

Per capire le cause di questa primavera, quantomento capricciosa, abbiamo intervistato Corentin Fourneau, meteorologo presso l’Istituto reale di Meteorologia del Belgio: “C‘è una zona di bassa pressione che si è sviluppata sull’Europa centrale e che ha favorito le incursioni di aria fredda proveniente dal polo nord. Questo spiega perché fa più freddo e anche come le correnti si muovano in senso antiorario in questa zona di bassa pressione che si concentra sull’Europa. Questo favorisce la risalita di aria più calda proveniente dall’Africa verso il nord della Scandinavia, verso la Lapponia dove recentemente si è registrato il record di 29 gradi centigradi, ben dieci al di sopra della norma”.

E in effetti in Lapponia l’estate è in anticipo. Ecco come si presentava Rovaniemi, appena al di sopra del Circolo polare Artico, giovedì 30 maggio. Senza timore di rabbrividire si può fare il bagno. L’acqua è a 18 gradi. A Lulea, sulla costa settentrionale della Svezia, 900 chilometri a nord di Stoccolma e a meno di duecento dal circolo Polare Artico tutti sembrano voler approfittare delle temperature estive, inedite a queste latitudini.

“Mi siedo qui e mi diverto – sorride Birgitta Lahti Nordstrom, che vive a Lulea – ma soprattutto nuoto. Questa è la cosa più bella. Fare prima della ginnastica e poi andare a fare una nuotata. Questo è quel che rende la vita divertente e possiamo farlo proprio qui. Non occorre andare all’estero, il che è meraviglioso”.

Ma non tutti gioiscono. Per gli animali con la pelliccia folta come questa renna, fa davvero troppo caldo. Soltanto un mese fa qui c’era ancora la neve.