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Eurozona, ad aprile nuovo record della disoccupazione

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Eurozona, ad aprile nuovo record della disoccupazione

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In principio fu la crisi dei mercati finanziari. Poi è arrivata quella dei debiti sovrani. Adesso, l’incubo ricorrente dei governi di tutta Europa ha un solo nome: disoccupazione.

Gli ultimi dati Eurostat certificano la spirale senza fine in cui è precipitata l’area della moneta unica: ad aprile il numero dei senza-lavoro è salito a 19 milioni e 375 mila. Rispetto al mese precedente sono 95 mila in più.

Il tasso sul totale della popolazione attiva è salito così al 12,2%, segnando il nuovo, ennesimo record negativo dall’inizio delle rilevazioni nel 1995. Impietoso anche il confronto con il 2012: in un anno sono andati in fumo oltre 1 milione e 640 mila posti di lavoro.

Certo, non va dimenticato che dietro l’eurozona si celano realtà molto diverse tra di loro: così, a metà strada tra il 5,4% della Germania e il 27% della Grecia troviamo l’Italia, salita al 12% ad aprile. In un mese sono evaporate 22 mila buste paga e i disoccupati del Bel Paese ora superano i 3 milioni.

A fare le spese della crisi sono soprattutto i giovani sotto i 25 anni: nella Grecia strozzata dalle misure di austerity tre ragazzi su cinque sono senza lavoro, mentre in Spagna sono uno su due. E sorprende vedere come, in questo caso, l’Italia finisca di diritto tra gli ultimi della classe, con il tasso di disoccupazione giovanile salito al 40,5% ad aprile

Una vera e propria “generazione perduta”, dicono gli economisti. I quali lanciano una sirena d’allarme: se prima i rischi di un crollo dell’euro venivano da numeri sulla carta (l’andamento dei mercati) oggi vengono dal disagio sociale. Un fattore che può avere conseguenze decisamente più fisiche.