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Bombe a Boston: padre di un amico del sospettato accusa FBI di "banditismo"

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Bombe a Boston: padre di un amico del sospettato accusa FBI di "banditismo"

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Si sta riprendendo ed è tornato a camminare Dzhokhar Tsarnaev, uno dei due fratelli ceceni sospettati dell’attentato alla maratona di Boston.

Lo ha raccontato la madre. Per la prima volta, dopo l’arresto del figlio, ha parlato al telefono con lui.

La donna, raggiunta nella sua abitazione in Daghestan, ha ribadito l’innocenza dei suoi due figli – l’altro è stato ucciso nello scontro a fuoco con la polizia – e ha detto che il ragazzo sta impazzendo al pensiero dell’ingiustizia che ha vissuto la sua famiglia.

Un amico del giovane, Ibragim Todashev, anch’egli ceceno, è stato ucciso tre giorni dopo l’attentato durante un interrogatorio in Florida dell’FBI. Il padre ha convocato una conferenza stampa a Mosca per mostrare delle foto del figlio morto scattate da un conoscente in obitorio. Le ferite sul suo corpo rivelerebbero che c‘è stata, ha detto, “un’esecuzione”.

“Lo hanno umiliato per otto ore. Non c’era un avvocato, un testimone, nessuno”, ha aggiunto Abdul-Baki Todashev, “Voglio giustizia. Non sono agenti del FBI ma banditi”.

Il ragazzo era stato interrogato per i suoi legami con il sospetto attentatore di Boston e per il presunto coinvolgimento in un triplice omicidio nel Massachusetts.

Il padre ha dichiarato che il figlio era disarmato e ha contestato le due versioni iniziali delle forze dell’ordine, secondo le quali il giovane avrebbe minacciato gli agenti con un coltello e avrebbe tentato di rubare la pistola a uno di loro.

L’FBI si è chiusa in un no-comment e ha annunciato un’inchiesta interna.