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Richard Galliano: la fisarmonica è classica


Cultura

Richard Galliano: la fisarmonica è classica

Il famoso fisarmonicista francese di origini italiane Richard Galliano si rimette in gioco tornando alla musica classica che aveva già esplorato nel 2010 con un album dedicato a Bach. Adesso Galliano propone una sua personale rilettura di Vivaldi, che ha presentato per la prima volta in scena al publico parigino:

“Fino all’età di 20, 21 anni ho sempre suonato la musica classica con la fisarmonica. Ma esibirsi dal vivo è difficile e io avevo un po’ paura. Del resto devo riconoscere che con questo, che è stato il primo concerto classico dopo tanti anni, ho sentito di nuovo in me quello stesso nervosismo di allora”.

Galliano spiega perché si sia rivolto a due mostri sacri come Bach e Vivaldi:

“Suonare Bach è stata la prima idea che ho avuto, perché molte sue opere funzionano benissimo con la fisarmonica e anzi si direbbe quasi che siano state scritte per questo strumento. Quindi ho adattato per fisarmonica solista le partizioni scritte per altri strumenti solisti come il flauto, l’oboe o il clavicembalo. Poi mi è venuto in mente Vivaldi perché il suono della fisarmonica si può paragonare a quello del violino. Del resto la musica di Vivaldi è molto difficile da eseguire con entrambi”.

Per Galliano mettere una fisarmonica in un ensamble classico non è un controsenso:

“Se la mia versione piacerebbe a Bach o a Vivaldi? In un certo senso penso di sì, perché in questo modo aggiungo una nuova dimensione alla loro musica. Si tratta di opere talmente note che bisogna tentare strade nuove, accettare il pericolo rappresentato dall’uscita in territorio sconosciuto. I musicisti, poi, restano sempre un po’ dei ragazzi. Suonare ci spinge a mantenerci giovani, a non perdere la voglia di fare cose nuove”.

Con il suo sestetto di corde, Galliano ha ricordato anche Astor Piazzolla, che è stato suo amico e mentore. Le ‘Quattro stagioni del tango’ del bandeonista argentino figurano accanto alle Quattro stagioni del compositore veneziano:

“Astor Piazzolla è stato influenzato da Vivaldi. Nelle Quattro stagioni del tango si ritrovano la stessa costruzione e la stessa ricerca melodica che caratterizzano le Quattro stagioni di Vivaldi”.

Fra i membri del sestetto, incontriamo il violinista francese Jean Marc Phillips Varjabedian, che ha creduto e preso parte al progetto di Richard Galliano fin dall’inizio:

“Lo conosco da più di 25 anni. All’epoca avevo un’orchestra da camera e l’ho invitato a suonare il nostro reportorio classico. Credo che quella sia stata la prima esperienza di Richard nel campo della musica classica. Poi io sono un grande estimatore di Piazzolla e quindi abbiamo avuto l’idea di creare un gruppo dedicato al tango. Per questo Richard si è lanciato nella trascrizione di questa musica per adattarla a un insieme orchestrale. Ed è così che è cominciato tutto. Nella musica classica, del resto, c‘è sempre stato spazio per la fisarmonica, perché questo strumento è stato inventato per sostituire l’organo, all’epoca in cui la musica veniva suonata nei salotti. In Russia, per esempio, fare questo è considerato una cosa normale. Noi in occidente, siamo forse un po’ in ritardo rispetto ai russi. Ecco perché è un’ottima cosa che una grande star come Richard possa dimostrare che Bach o Vivaldi, con la fisarmonica, funzionano molto bene”.

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