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Il tabacco, biocarburante del futuro

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Il tabacco, biocarburante del futuro

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Il tabacco potrebbe diventare il biocarburante del futuro. Un gruppo di ricercatori californiani sta modificando geneticamente la pianta in modo tale da farla diventare fonte abbondante di energia a basso costo per i trasporti. Gli esperimenti sono appena cominciati e si concluderanno entro il 2014:

“Nella provetta che vedete qui – dice il biologo Anastasios Melis – c‘è un campione di estratto lipofilo proveniente dalle nostre foglie. Abbiamo modificato geneticamente la pianta in modo che gli olii si possano accumulare direttamente sulla foglia. Come previsto dal nostro protocollo sperimentale, stiamo raccogliendo tutte le sostanze lipofile comprese le clorofille e i composti della clorofilla”.

Nel tabacco viene incorporato una specie di ‘accumulatore di idrocarburi’. Per migliorarne la biosintesi nella foglia viene infatti innestato un gene proveniente da un’alga. Così la foglia può sfruttare meglio la luce, ottimizzando l’assorbimento del carbonio. Potenziando la fotosintesi una singola pianta può produrre più idrocarburi e farlo direttamente dalle foglie, rendendo la produzione più facile e meno costosa. E c‘è un altro vantaggio rispetto alla canna da zucchero o alla soia, nota la biologa Peggy Lemaux, associata al progetto:

“Questa scelta ci sembra perfetta perché il tabacco non si mangia. E poi le infrastrutture per coltivarlo e raccoglierlo già esistono. Dunque pensiamo che il tabacco sua un’ottima soluzione per produrre biocarburanti”.

Il tabacco potrebbe essere una risposta a chi accusa i biocarburanti di rubare risorse all’alimentazione umana e animale.

Eppure il fabbisogno di energia per i trasporti è in costante aumento e i biocarburanti sono chiamati a contribuire. Oggi coprono circa il 3% della domanda mondiale. L’obiettivo dell’Agenzia internazionale per l’energia è di portare questa percentuale al 25% entro il 2050.