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Siria: si apre, tra le tensioni, la conferenza di Teheran

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Siria: si apre, tra le tensioni, la conferenza di Teheran

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Gli “Amici” della Siria si incontrano a Teheran, una sorta di contro-vertice voluto dagli ayatollah, gli alti dignitari della gerarchia sciita che sono tra i più strenui sostenitori del regime di Damasco. Invitati i delegati di 40 Paesi, tra cui Mosca, con l’obiettivo principale di trovare una soluzione politica alla crisi in Siria, come ha detto alla stampa Abbas Araqchi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano.

A infiammare la diplomazia internazionale è l’annunciata fornitura della Russia al regime siriano di missili di nuova generazione, considerati un deterrente a un intervento straniero nel conflitto. Una risposta alla revoca europea dell’embargo sulle armi alla Siria.

Gli Stati Uniti tornano ad attaccare il Cremlino: “Lo diciamo da molto tempo che siamo contrari, condanniamo il continuo invio di armi russe al regime”- ha detto Patrick Ventrell, portavoce del dipartimento di Stato americano -. “E intendiamo tutte le armi, con il governo russo siamo stati chiari e molto diretti al riguardo.”

Insorge anche Israele sulla consegna di queste nuove armi, progettate per affondare navi fino a 300 chilometri dalla costa. Se arriveranno in Siria “sapremo cosa fare”: ha avvertito con tono minaccioso Moshé Yaalon, ministro della difesa. Il Paese, intanto, si esercita simulando un attacco missilistico.

In Siria continuano i combattimenti, sempre più cruenti, e le vittime. Tutte le speranze per una soluzione politica sembrano riposte nella Conferenza di pace di Ginevra promossa da Russia e Stati Uniti.