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Ex Jugoslavia: condannati sei criminali di guerra

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Ex Jugoslavia: condannati sei criminali di guerra

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L’ex presidente dei croati di Bosnia Jadranko Prlic e altri cinque coimputati hanno ricevuto dal tribunale penale per crimini nella ex jugoslavia condanne tra i 25 e i dieci anni per aver ucciso o deportato musulmani bosniaci nei primi anni Novanta, con l’obiettivo di creare una “grande Croazia”.

Ovvia la soddisfazione del procuratore Kenneth Scott che è riuscito a dimostrare come i massacri, gli stupri, le deportazioni e le violenze a danno della minoranza musulmana non furono compiuti da soldati incontrollabili, ma parte di un piano studiato a tavolino per ottenere un ministato bosniaco che potesse fare poi parte della grande Croazia.

Dice una rappresentante delle vittime: “Dando un nome ai carnefici si lava quello degli onesti croati di religione cattolica. Non sono loro i colpevoli e anche per le vittime è una soddisfazione”.

Gli imputati sono stati anche riconosciuti responsabili della distruzione dell’antico ponte di Mostar, oggi ricostruito, testimonianza della presenza ottomana nell’area balcanica, le cui rovine divennero il simbolo del conflitto bosniaco fra il 1992 e il 1995.