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UE: possibile invio di armi ai ribelli siriani dal 1 agosto

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UE: possibile invio di armi ai ribelli siriani dal 1 agosto

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L’Unione europea rimanda di due mesi l’eventuale invio di armi ai ribelli siriani. L’embargo sulle forniture belliche alle parti in causa, in scadenza a fine maggio, non è stato rinnovato, ma i singoli Stati saranno liberi di decidere come comportarsi dal primo agosto, cioè dopo che sarà chiaro l’esito dello sforzo di Stati Uniti e Russia per una conferenza di pace a Ginevra.

Un compromesso tra chi, come la Gran Bretagna e la Francia, voleva subito il via libera e chi no.
Titus Corlatean, ministro degli esteri rumeno, commenta: “La Romania non è interessata a trasferire armi in Siria. Siamo dalla parte degli Stati che pensano che bisogna fare tutto attraverso la via politica, con modalità politiche e diplomatiche per incoraggiare i negoziati e trovare la soluzione giusta.”

Prolungate invece di un anno le sanzioni economiche contro Damasco.

A Parigi, il segretario di Stato americano Kerry e il ministro degli Esteri russo Lavrov hanno discusso della futura conferenza di pace, mentre a Istanbul l’opposizione siriana ribadisce la richiesta di armi.

Louay Safi, del Consiglio Nazionale Siriano dichiara: “Ben venga questo passo. Pensiamo che sia una mossa positiva, ma temiamo che tardare fino ad agosto prima di togliere l’embargo avrà effetti negativi sul tentativo di fermare l’aggressione e le uccisioni commesse dal regime. Vorremmo che la comunità internazionale agisse subito per fermare le uccisioni.”

La posizione degli insorti rischia di essere indebolita dal fatto che, dopo 5 giorni di discussioni a Istanbul, non abbiano ancora trovato un accordo su chi dovrà rappresentarli a Ginevra.