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Siria, UE: sanzioni contro Assad, sulle armi decidono i Paesi

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Siria, UE: sanzioni contro Assad, sulle armi decidono i Paesi

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Più che l’auspicata soluzione condivisa, un realistico compromesso: l’unico possibile a Bruxelles dopo quasi 13 ore di negoziato segnato dalle profonde divisioni sulle sanzioni al regime siriano dei 27 ministri degli Esteri.

Se quelle economiche contro il regime di Assad sono state prolungate di 12 mesi, le sanzioni sulla fornitura di armi non sono state rinnovate. Il 31 maggio decadranno e la decisione passa ai singoli Paesi che saranno autonomi.

Esulta il Regno Unito, sostenuto nella cosiddetta “linea dura” dalla Francia, che considera esaurito l’embargo sul materiale bellico agli insorti. Parola del capo del Foreign Office, William Hague: “Questa decisione ci dà la flessibilità nel futuro di rispondere a un rifiuto di negoziare del regime di Assad. Credo sia una buona linea, sono molto soddisfatto.”

Londra ha subito precisato che non ha un piano immediato. L’impegno, questo sì condiviso, è quello di non fornire per il momento attrezzature militari.

“Dal 1 agosto 2013 l’Europa” – come spiega Charles-Charbel Salamé di euronews a Bruxelles – “dovrà far fronte alla possibilità di dare armi all’opposizione siriana, se nulla di positivo uscirà dalla prossima conferenza di Ginevra”.