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Da Russia invio missili a Damasco, Israele "sapremo come reagire"

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Da Russia invio missili a Damasco, Israele "sapremo come reagire"

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In attesa della convocazione di una conferenza di pace sulla Siria, Unione europea, Russia e Israele si scontrano a distanza sulle forniture di armi. I 27 alle forniture di armamenti all’opposizione. In risposta ai 27 che hanno di fatto dato il via libera al sostegno all’opposizione, il Cremlino annuncia l’invio di missili anti-aerei S-300 al regime di Bashar al-Assad.

Per Mosca si tratta di una misura di deterrenza da un intervento straniero sul suolo siriano.

“Riteniamo – spiega il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov – che questi passi dissuaderanno qualche testa calda dal considerare scenari che potrebbero trasformare la crisi siriana in un conflitto internazionale con il coinvolgimento di forze straniere”.

L’annuncio russo provoca la risposta di Israele che aumenta la pressione sul Cremlino per sospendere la consegna. Tel Aviv può essere raggiunta da quelle testate e non esclude alcuna reazione.

“La consegna delle armi non è ancora avvenuta, posso dirvi solo questo – le parole del ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon – Spero che non accadrà mai, ma se disgraziatamente i missili arriveranno in Siria, noi sapremo cosa fare”.

Con un tempismo perfetto, in Israele hanno risuonato le sirene per l’annunciata esercitazione su scala nazionale per simulare un attacco missilistico. L’operazione denominata Turning point, ‘Punto di svolta’ andrà avanti fino a mercoledì.