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Siria, il conflitto si propaga in Libano

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Siria, il conflitto si propaga in Libano

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Il conflitto siriano è ormai sconfinato in Libano, a riprova ci sono i due razzi che domenica mattina hanno colpito un quartiere sciita della capitale Beirut. Sotto attacco è finito uno dei bastioni di Hezbollah, all’indomani delle parole del leader del movimento sciita libanese Hassan Nasrallah che ha rivendicato l’impegno delle sue milizie in sostegno di Assad a Qusayr promettendo vittoria.

La città strategica siriana vicina al confine nord del Libano è ancora teatro di una cruenta battaglia che oppone le forze governative ai ribelli sunniti.

31 morti a Tripoli, una trentina di chilometri dal confine con la Siria, negli scontri fra alawiti, sostenitori di Assad, e sunniti, che fiancheggiano i ribelli.

Il rischio contagio allarma anche l’Iraq. Il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Mouallem, è arrivato a sorpresa a Baghdad dove ha annunciato che la Siria prenderà parte alla conferenza internazionale di pace che si terrà a Ginevra.

“Ci sono buone opportunità” ha dichiarato Walid al-Mouallem. “Pensiamo che, con la buona volontà, questa conferenza internazionale costituisca una buona possibilità per una soluzione politica alla crisi in Siria.”

Partecipare a Ginevra per fermare il massacro: una protesta a Istanbul sollecita la Coalizione Nazionale dell’opposizione siriana riunita da giovedì. Discussioni e fratture interne paralizzano la decisione.