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Kosovo, in migliaia a Pristina contro l'arresto di ex capi dell'Uck

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Kosovo, in migliaia a Pristina contro l'arresto di ex capi dell'Uck

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A Pristina hanno manifestato in migliaia contro l’arresto di sette ex leader della guerriglia indipendentista albanese dell’Uck, l’Esercito di liberazione del Kosovo. Sugli ex combattenti – tra cui figura Sulejman Selimi, attuale ambasciatore del Paese in Albania – pesa l’accusa di crimini di guerra durante il conflitto alla fine degli anni novanta.

EULEX fuori”: la piazza ha inneggiato slogan contro la più grande missione europea (European Union Rule of Law Mission in Kosovo), iniziata alla fine del 2008 per rafforzare lo Stato di diritto nel Paese.

“Siamo favorevoli a convivere con i serbi in una società multietnica” – dice Beqir Qerimi, di etnia albanese -. “Ma vogliamo che sia fatta giustizia. Amiamo e rispettiamo i nostri combattenti finiti in arresto perché ci hanno dato la libertà. È grazie a loro che i serbi e tutti gli altri possono muoversi liberamente, senza paura.”

13 mila le vittime, in gran parte kosovari di etnia albanese nel conflitto armato del 1998-1999 tra le forze di Belgrado e la guerriglia indipendentista albanese.