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Aperto processo su trattativa Stato-mafia

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Aperto processo su trattativa Stato-mafia

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Si è aperto a Palermo il processo per la trattativa Stato-mafia. Dieci gli imputati di fronte alla Corte d’Assise: sono accusati di essersi seduti allo stesso tavolo per porre fine alle stragi che tra il 1992 e il 1993 hanno insanguinato l’Italia. Il processo però è stato subito rinviato a venerdì per permettere alla corte di vagliare le domande di costituzione di parte civile.

Tra gli imputati, l’ex ministro Nicola Mancino accusato di falsa testimonianza anche se la sua psozione processuale potrebbe aggravarsi e Massimo Ciancimino, figlio del defunto sindaco di Palermo, Vito. Tutto verte sull’esistenza o meno di una trattativa stato-mafia all’epoca, secondo l’accusa, della scelta stragista di Totò Riina.

Mancino però, respinge con sdegno le accuse: “Chi ha fatto la violenza nei confronti delolo stato sono quelli, si difenderanno, potranno essere assolti, ma non sono io. Voi, tutto l’interesse è intorno alla fotografia di Nicola Mancino, che è imputato di falsa testimoninza, che è una cosa minore, grave ma minore”

Dopo le stragi di Falcone e Borsellino e delle loro scorte il primo atto del progetto sarebbe stato l’omicidio dell’eurodeputato Dc Salvo Lima. Poi arrivò l’allarme attentati a una serie di politici. Qui sarebbe entrato in gioco l’ex ministro Calogero Mannino che, per salvarsi la vita avrebbe stimolato l’inizio di una trattativa che avrebbe poi coinvolto ufficiali dei carabinieri per convincere Totò Riina e far cessare le stragi.

Il dialogo avrebbe dato i suoi frutti con la revoca del carcere duro per i mafiosi.