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Lagarde: pericolo scampato, non sarà indagata per il caso Tapie

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Lagarde: pericolo scampato, non sarà indagata per il caso Tapie

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Dopo due giorni sulla graticola del Tribunale dei ministri francese, Christine Lagarde tira un sospiro di sollievo e scaccia lo spettro delle dimissioni da numero uno del Fondo Monetario Internazionale.

I giudici hanno deciso di non indagarla per il caso Tapie – il reato ipotizzato era complicità in falso e distrazione di fondi pubblici – ma di indicarla come “testimone sotto tutela”, uno status intermedio fra il testimone semplice e l’indagato.

“Sono stata in grado di dimostrare che ho sempre agito nel massimo rispetto dell’interesse dello Stato e secondo la legge. Il mio status di testimone sotto tutela lo conferma”, ha dichiarato Lagarde.

I fatti risalgono al 2008, quando Lagarde, allora ministro dell’Economia, affidò a un arbitrato la disputa fra Bernard Tapie e Credit Lyonnais, per la vendita di Adidas nel 1993.

La decisione di Lagarde portò all’uomo d’affari francese, vicino a Nicolas Sarkozy, 403 milioni di euro tra risarcimento e interessi, molto più di quanto avrebbe potuto ottenere da un tribunale.

La nostra inviata a Parigi, Galina Polonskaya, sottolinea come Lagarde sia partita immediatamente per gli Stati Uniti, “per dare a voce ai suoi colleghi del Fondo Monetario Internazionale una notizia attesa”.