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Il nuovo volto dell'istruzione scolastica turca

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Il nuovo volto dell'istruzione scolastica turca

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La riforma dell’istruzione scolastica varata lo scorso anno dal governo Erdogan in Turchia sta sollevando accese discussioni. Alcuni insegnanti e cittadini turchi sono preoccupati per il successo delle cosiddette Imam Hatip, istituti islamici, frutto delle riforme secolariste del primo presidente turco Kemal Ataturk, che erano poi state chiuse o riclassificate come semplici istituti tecnici. La riforma dell’istruzione di Erdogan le ha ora riportate in voga, con sempre più studenti che scelgono di iscriversi in questi istituti in cui, accanto ai principi religiosi dell’Islam, si studiano anche scienze, matematica e tutte le altre materie che rientrano nei curricula didattici.

Le scuole della Turchia sono agli ultimi posti delle classifiche internazionali. Per fronteggiare questo scarso risultato il governo turco ha puntato sulla tecnologia investendo oltre 1 miliardo di euro nel progetto Fatih, che promuove l’informatizzazione delle scuole con tablet e smart board che entreranno in 570 mila classi di 42 mila scuole del paese.

“Papà portami a scuola” è invece uno dei progetti promossi dal governo e da ONG locali per promuovere le pari opportunità a scuola e fare in modo che possano beneficiare dell’istruzione anche le studentesse turche, soprattutto quelle che vivono nei villaggi remoti delle aree rurali, in famiglie indigenti, all’interno delle quali tradizionalmente il privilegio di andare a scuola spetta ai maschi.

Borse di studio e dormitori allestiti vicini agli istituti scolastici rendono più accessibile, da un punto di vista economico e logistico, l’accesso all’istruzione per le studentesse turche che finalmente hanno una speranza più concreta di poter realizzare la carriera dei propri sogni.