ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Vertice ue: obiettivo trasparenza sul fisco ma restano ambiguità

Lettura in corso:

Vertice ue: obiettivo trasparenza sul fisco ma restano ambiguità

Dimensioni di testo Aa Aa

E’ stato un vertice lampo. Quattro ore di discussioni a Bruxelles tra i capi di stato e di governo europei con l’obiettivo di mandare un segnale politico forte. Dopo gli scandali sui paradisi fiscali l’Unione europea vuole affrontare l’evasione fiscale.

Di fatto- sottolinea l’inviata di euronews Efi Koutsokosta- non è stato deciso nulla di concreto. La pressione resta forte su Austria e Lussemburgo.
Ma prima di rinunciare completamente al segreto bancario il cancelliere austriaco e il premier lussemburghese vogliono aprire i negoziati con altri paradisi fiscali.

La Commissione europea avrà ora mandato per negoziare con Svizzera, Monaco, San Marino, Andorra e Liechstein. L’obiettivo: scambiare le informazioni su tutti i tipi di redditi dal 2015, ma il premier lussemburghese Jean Claude Juncker frena: “Dopo aver avviato i negoziati con la Svizzera e altri paesi terzi vedremo in che misura potremmo estender il campo di applicazione della direttiva sul risparmio. In linea generale siamo d’accordo sul principio ma decideremo sulla base dei negoziati con gli altri paesi fino a dove estendere il campo di applicazione”

Il Lussemburgo ha accettato ad aprile di togliere il segreto bancario sugli interessi sul risparmio, ora i leader europei vorrebbero estendere la trasparenza anche ad altri prodotti, come i fondi di investimento e i fondi pensione.

Il Presidente del Parlamento europeo Martin Schultz denuncia l’ipocrisia dietro questo vertice: “Per anni i deputati europei e i parlamenti nazionali hanno chiesto di rafforzare la lotta all’evasione e non è successo nulla, poi c‘è stato lo scandalo offshore leak e si è reagito subito. E’ un cattivo segnale”

Secondo studi recenti ogni anno circa 1000 miliardi di euro sono sottratti ai bilanci degli stati europei attraverso l’evasione e l’elusione fiscale. Il Parlamento europeo ha chiesto che questa cifra sia dimezzata entro il 2020.