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Vaticano, primo rapporto indipendente sul sistema bancario

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Vaticano, primo rapporto indipendente sul sistema bancario

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“Se non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere?” La domanda, contenuta in un versetto del Vangelo di Luca, acquisisce ancora più importanza se, 2 mila anni dopo, ad essere accusata di scarsa trasparenza è nientemeno che la Santa Sede.

Dopo gli scandali di due anni fa e le accuse all’Istituto per le Opere Religiose (la banca vaticana) per presunte operazioni di riciclaggio internazionale, Benedetto XVI aveva istituito un organismo di monitoraggio indipendente, l’Autorità per l’informazione finanziaria. Questo mercoledì la presentazione del suo primo rapporto.

“Nel 2012 abbiamo avuto 6 segnalazioni di operazioni sospette, in confronto al 2011 quando ne abbiamo avuta solo una”, spiega il direttore generale dell’Aif, lo svizzero René Bruhelart. “Per cui, questo è un chiaro segnale che il sistema di controlli ha cominciato a funzionare”.

Due rapporti sono stati inviati all’autorità giudiziaria vaticana, anche se Bruhelart non ne ha voluto divulgare i dettagli. L’uomo ha comunque sottolineato gli sforzi in aumento per contrastare i possibili abusi del sistema finanziario, tra cui il controllo delle credenziali dei detentori di conti e dei flussi di denaro contante

Ma il rapporto, secondo gli osservatori, non tocca alcuni punti poco chiari. Nessuna menzione viene fatta, ad esempio, della decisione di Bankitalia di vietare l’uso delle carte di credito in Vaticano a inizio 2013.