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Oklahoma: il racconto dei sopravvissuti

L’espressione “raso al suolo” pare davvero la sola in grado di descrivere la situazione delle periferie di Oklahoma City, quelle maggiormente colpite dalla violenza del tornado.

Un fronte di potenza che ha impiegato circa 40 minuti per portare a termine la sua opera distruttrice. La testimonianza dei fortunati che possono raccontare questa esperienza.

“Credevamo che saremmo morti, eravamo chiusi in casa, la porta bloccata con il catenaccio appena abbiamo visto la situazione. Era tutto un baoto e poi il catenaccio è saltato e la porta s‘è spalancata e c’erano vetri e detriti che ci volavano addosso. Credevamo di morire, francamente”.

Il tornado ha coperto, in meno di tre quarti d’ora, il percorso che va da Newcastle a Moore: circa 32 chilometri in balia dei venti.

“Tutto ha cominciato a volare, io mi sono buttato nella stalla, è l’ultima cosa che ho fatto, poi i detriti e la tettoia mi hanno ricoperto. Credo d’esser stato fortunato”.

“Vorrei che avesse distrutto soltanto casa mia” dice un altro sopravvissuto.

Gli esperti hanno definito il tornado come un evento “mostruoso”. I feriti sono per ora oltre un centinaio. Le persone che si sono messe in salvo devono ringraziare il sistema di allerta nazionale, scattato 16 minuti prima che il ciclone si abbattesse sui centri abitati.

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