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L'individuo schiacciato dal gruppo: arte cinese contemporanea a Kiev

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L'individuo schiacciato dal gruppo: arte cinese contemporanea a Kiev

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Ecco come gli artisti cinesi Sun Yuan e Peng Yu visualizzano la tensione fra pensiero collettivo e individualità. La lora performance s’intitola: “La vista non è un’opzione”:

“C‘è una differenza – nota Sun Yuan – tra l’impossibilità oggettiva di vedere, perché è buio ad esempio, e gli occhi che sono stati bendati e non vedono a causa di una condizione imposta dall’esterno”.

Il tema del singolo che si arrende al gruppo, rinunciando alla propria individualità, non definisce soltanto la storia cinese, ma modella le società contemporanee in tutto il mondo. Undici artisti cinesi interpretano il significato di questa dicotomia, le loro opere sono attualmente in mostra al Pinchuk Art Centre di Kiev, in Ucraina.

Fra gli invitati, anche nomi ormai di fama mondiale, come l’artista e designer dissidente Ai Weiwei, che con la sua raccolta di stampe in bianco e nero e le sue istallazioni fatte di tronchi d’albero,esemplifica la battaglia fra l’individuo e il sistema.

Bjorn Geldhof, curatore della mostra “Cina Cina”, spiega:

“Volevamo mettere a confronto diverse correnti artistiche che mostrassero in modo, per così dire tridimensionale, come l’individuo e la collettività siano in costante mutazione e come la nostra società cambi nel continuo riequilibrarsi di questi due principi o nozioni”.

La Cina sta vivendo un cocktail di urbanizzazione massiccia, migrazione rurale e rischi ambientali. Un’effervescenza che alimenta l’immaginario di molti artisti:

“Dopo la rivoluzione culturale, l’obiettivo era quello di industrializzare la Cina e queste biciclette di Ai weiwei ne sono, in un certo senso, il simbolo – dice Geldhof – Il modo in cui sono assemblate, come grattacieli, indica che tutto è in ricostruzione: le città, l’economia…ma nello stesso tempo tutto viene trasformato in qualcos’altro, individualità e funzione dell’esistente vengono negate”.

I graffiti di Sun Xun stabiliscono un legame tra la storia dell’Ucraina e quella della Cina. Entrambi i paesi hanno subito governi totalitari:

“I due paesi hanno un’esperienza simile della gestione del collettivo – aggiunge Geldhof – Ma la differenza è, ed è questo che rende il confronto interessante e proprio da qui, da un paese dell’est come l’Ucraina, la differenza dicevo è che, rispetto alla Cina, l’Ucraina ha scelto un modo diverso di risolvere il conflitto fra l’individuo e il gruppo”.

Il tono della mostra viene dato già fuori della galleria. Al suo ingresso i visitatori trovano una colossale statua ridotta in pezzi, che rappresenta un ufficiale cinese. È opera del trentunenne Zhao Zhao, ex poliziotto che è oggi uno degli artitisti cinesi più conosciuti. Assistente di Ai weiwei per diverasi anni, ne ha ereditato la tendenza a criticare il potere:

“In genere queste grandi statue vengono realizzate pezzo per pezzo e poi vengono assemblate. Sono il primo artista cinese a fare il contrario. Prima ho realizzato l’intera scultura e poi l’ho distrutta”.

La mostra “Cina Cina” al Pinchuk Art Centre di Kiev chiuderà i battenti il 6 ottobre.