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Lenti liquide: rivoluzione nell'ottica

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Lenti liquide: rivoluzione nell'ottica

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La macchina fotografica è ormai una compagna insostituibile di tutti i momenti importanti della nostra vita e registra anche i piccoli fatti salienti di tutti i giorni. Con l’uso intensivo, però, le parti meccaniche tendono a rovinarsi.

“Possiamo immaginare – si chiede il nostro inviato Claudio Rocco – un futuro in cui gli apparecchi fotografici non avranno più un ottica meccanica, e saranno quindi più resistenti all’usura del tempo, più resistenti ai colpi e forse non avranno nemmeno più bisogno di un cavalletto?”

In questo laboratorio di Lione, in Francia, il fisico Bruno Berge ha trovato la soluzione. La sua ‘lente liquida’ è in grado di mettere a fuoco elettronicamente, evitando dunque ogni stress meccanico a qualunque apparecchio ottico:

Spiega il suo inventore:

“All’interno della lente sono presenti due liquidi che non si mescolano fra loro, comportandosi cioè come l’acqua e l’olio. Stimolati elettricamente, questi liquidi si spostano, modificando la curvatura della lente. È lo stesso meccanismo che si osserva nell’occhio umano, quando i piccoli muscoli di cui è provvisto tirano il cristallino, modificando così la rifrazione. Una videocamera provvista di questo tipo di lente è in grado di mettere a fuoco senza l’ausilio di alcun motore e senza dover muovere l’obiettivo manualmente, come ad esempio è necessario fare con una macchina fotografica classica. La messa a fuoco è estremamente precisa, rapida e stabile”.

Queste lenti sono già utilizzate per la lettura dei codici a barre o per la videosorveglianza. La speranza del loro inventore è che un giorno trovino applicazione anche nel campo mediico, in oftalmologia ad esempio. Per Bruno Berge potrebbero rivoluzionare l’ottica delle normali macchine fotografiche.

Senza movimenti meccanici di nessun tipo, il dispositivo focalizza le immagini alla perfezione. All’interno della lente i fluidi si spostano e, in una frazione di secondo, trovano la posizione ottimale per la corretta visualizzazione.

Una videocamera posta su una superficie in movimento, riesce anche a stabilizzare l’immagine, perché i liquidi all’interno della lente controbilanciano le vibrazioni. Un giroscopio giuda il movimento in tempo reale. Secondo Bruno Berge, in futuro gli operatori potranno dire addio al cavalletto.

Queste lenti possono anche modificare la traiettoria di un raggio laser. Oggi il laser è orientato da specchi a movimento meccanico, ma un domani la stessa cosa potrà essere fatta elettronicamente.

Bruno Berge è in corsa per il Premio degli inventori, organizzato dall’Ufficio europeo dei brevetti. Le lenti liquide sono state selezionate nella categoria ‘Piccola e media impresa’. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 28 maggio ad Amsterdam.

Claudio Rocco: “Come ha avuto l’idea di questo nuovo tipo di lenti?”

“L’idea – risponde Bruno Berge – mi è venuta mentre stavo lavorando sui fluidi, sul cambiamento di forma dei fluidi sottoposti a un campo elettrico. I primi esperimenti non sono riusciti. Ma poi quando ho cominciato a dedicarmi alle lenti ho constatato che il concetto funzionava ancora meglio di quanto avessi mai immaginato. Un risultato che, ancora oggi, mi sprona a continuare”

“La parola inventore, che effetto le fa?”

“Per me sono molto importanti le fasi preparatorie. E poi, dopo 3, 6 mesi di lavoro, quando finalmente tento l’esperimento per la prima volta, beh, quello è un momento davvero straordinario”.