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Apple accusata di eludere il fisco Usa. Dublino: noi non c'entriamo

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Apple accusata di eludere il fisco Usa. Dublino: noi non c'entriamo

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Il sogno americano rischia di trasformarsi in un incubo: Apple è finita sotto accusa nel suo stesso Paese, gli Stati Uniti, per presunte pratiche di elusione fiscale.

Avete capito bene: “elusione”, non “evasione”, ovvero spostare i propri profitti esteri in regimi di tassazione più favorevoli, ad esempio quello di cui beneficia il quartier generale europeo di Cork, in Irlanda.

Il vice-primo ministro del Paese Eamon Gilmore respinge però con forza le accuse nei confronti del fisco di Dublino: “Non sono problemi che nascono dal sistema di tassazione irlandese. Sono problemi che nascono dal sistema di tassazione di altre giurisdizioni e la questione ha una dimensione internazionale, deve essere affrontata attraverso solidi accordi internazionali e l’Irlanda ne è assolutamente a favore”.

Settantaquattro miliardi di dollari: è questa la cifra che, secondo il rapporto della commissione di indagine del Senato statunitense, Apple avrebbe nascosto all’agenzia delle entrate americana in tre anni, dal 2009 al 2012..

Il rapporto va anche oltre: non solo Cupertino avrebbe beneficiato di un’aliquota già di per sè più bassa che negli Stati Uniti, il 12% rispetto al 35%, ma ne avrebbe addirittura negoziata un’altra con Dublino sotto il 2% attraverso l’uso di filiali che risultavano non fiscalmente residenti in Irlanda.