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Siria, l’esercito di Assad controlla il cuore di Qusayr
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In Siria le forze governative controllano il cuore di Qusayr. “Un assalto:” così lo definisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani contro la cittadina che dalla mattina di domenica è sotto il tiro di raid aerei. Almeno 41 i morti, la gran parte civili. L’esercito ha bombardato con carri armati e artiglieria, mentre i combattenti di Hezbollah, alleati del regime di Damasco, sparavano con i mortai.

Qusayr è la roccaforte dei ribelli nella regione di Homs, una zona strategica al confine con il Libano, cruciale per i collegamenti.

Bashar Al Assad, intanto, fa sentire la propria voce: non ha intenzione di lasciare e lo rivela nel corso di un’intervista al giornale argentino “Clarìn”, ripresa da “L’Observer”. Il presidente siriano nega, poi, di avere “alcuna informazione” su Domenico Quirico, l’inviato de “La Stampa” scomparso in Siria il 9 aprile.

Una richiesta di maggiore sostegno arriva dagli operatori delle Nazioni Unite in Siria: “La consegna di medicinali nelle zone controllate dai ribelli è un problema irrisolto“– dice Adam Abdul-Mawla, che coordina le attività dell’Onu in Siria .“Si tratta di una questione di sicurezza ed è di massima importanza.”

Cresce anche l’allarme sui rifugiati siriani, il cui numero ha superato la quota di 1milione e 500mila. Una grave crisi umanitaria, il grido si è levato dalle autorità delle Giordania che hanno chiesto aiuti per fare fronte al crescente afflusso sul territorio. Una situazione definita come un “peso schiacciante”.

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