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Strage di sunniti, in Iraq torna lo spettro della guerra civile

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Strage di sunniti, in Iraq torna lo spettro della guerra civile

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Non si placa in Iraq l’ondata di violenza interconfessionale. Almeno 80 persone sono state uccise e oltre 70 ferite in diversi attentati contro la minoranza sunnita.

La sequenza di attacchi tra la capitale Baghdad e la città di Bakouba rappresenta la risposta all’offensiva contro le comunità sciite che ha provocato 50 vittime tra mercoledì e giovedì.

A Bakouba, alla prima esplosione che ha investito i fedeli riuniti nella Moschea di Sariya, ne è seguita un’altra, dopo che i soccorritori sono arrivati sul posto.

Gli atti di guerriglia si sono moltiplicati in Iraq dopo l’attacco dell’esercito a un raduno sunnita vicino Kirkuk in cui morirono decine di persone. La strage portò alle dimissioni di due ministri sunniti dal governo guidato dallo sciita Nuri al-Maliki.

L’ondata di violenza interconfessionale minaccia di riportare il Paese nella guerra civile.