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Ai microfoni di Euronews il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sollecita l’Europa a spingere sulla crescita. Troppo rigore in Italia- dice- ha portato alla contrazione dei consumi e, paradossalmente, all’aumento del debito pubblico. E sul fisco auspica un sistema italiano piu’ semplice, denunciando un atteggiamento contradditorio di Equitalia.

Margherita Sforza, euronews:
“La settimana prossima i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere di come combattere l’evasione fiscale. Si calcola che l’evasione fiscale nell’Unione europea sia pari a 1000 miliardi di euro all’anno, l’Italia ha la maglia nera con circa 180 miliardi di euro, davanti alla Germania e alla Francia. Come spiega questo fenomeno?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“E’ un fenomeno naturale..naturale nel senso che succede quando le regole non sono le stesse nei vari paesi e c‘è la possibilità di spostare ricavi e di non farli emergere. Io continuo a pensare che la cosa migliore sia quella di favorire l’emersione attraverso le regole fiscali semplici, chiare e soprattutto attraverso incentivi che diano una vera convenienza ai contribuenti di non ricorrere a vie verso il sommerso”.

Margherita Sforza, euronews:
“Secondo la Corte dei Conti italiana l’evasione si concentra nel Nord Italia, nelle regioni piu’ ricche in particolare in Lombardia, c‘è un problema culturale secondo lei?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria
“L’opinione comune è che invece l’evasione sia molto concentrata al Sud, pero’ mi ci vorrebbero dati precisi che trattandosi di evasione e di sommerso è molto difficile da scemare.”

Margherita Sforza, euronews:
“Nel recente scandalo dell’Offshore leaks, nello scandalo sui paradisi fiscali, sono stati citati ben 200 nomi di italiani, tra questi alcuni noti commercialisti milanesi, tra cui uno che apparteneva allo studio dell’ex ministro Tremonti. Secondo lei la legislazione italiana è sufficiente in materia per combattere questo problema?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“No, la legislazione italiana è molto confusa, contradditoria. Gli atteggiamenti di Equitalia negli ultimi tempi e la gestione delle altre istituzioni delegate alla raccolta delle imposte sono stati in molti casi contradditori. E’ un problema che va affrontato. Noi pensavamo che venisse affrontato nella precedente legislazione con l’approvazione della legge delega sulla riforma fiscale, questo non è avvenuto. E’ uno dei grossi dispiaceri che abbiamo avuto tra le occasioni mancate della precedente legislatura”.

Margherita Sforza, euronews:
“Parliamo di austerità e di crescita. Se ne parla molto qui nelle istituzioni europee, ma il piano per la crescita è rimasto lettera morta. Secondo lei adesso si respira aria nuova a Bruxelles per mettere fine all’austerità?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“Non mi sembra che si respiri aria nuova. Ma assolutamente se ne sente la necessità. Noi come Italia abbiamo una situazione di debito pubblico accumulato molto importante ma non possiamo semplicemente ad insistere sulla pressione fiscale per contenere il debito perché questo ha portato ad una drammatica riduzione dei consumi interni e paradossalmente ha portato ad un incremento del debito pubblico. Vorrei ricordare che all’inizio del governo Monti il debito pubblico era intorno al 120% del PIL, oggi abbiamo superato il 130% del Pil, quindi credo che il rigore fiscale, il consolidamento dei conti sia un’ottima cosa pero’ deve essere accompagnato da misure per ritrovare la crescita e spingere sull’acceleratore dell’economia”.

Margherita Sforza, euronews:
“Lei ha appoggiato inizialmente il governo Letta, pero’ poi’ ha criticato questa misura di sospendere la tassa sulla casa, l’IMU. Lei ha detto recentemente “L’Italia è quasi ingovernabile”, secondo lei l’Italia è governabile con questo governo?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“Non ho criticato il governo Letta, credo che il governo Letta sia l’ultima spiaggia per il nostro paese perché è in una situazione cosi’ complicata per l’economia reale, siamo in recessione da nove trimestri e quindi dobbiamo assolutamente svoltare e ritrovare la crescita, perchè siamo andando incontro ad un peggioramente delle condizioni economiche del nostro paese. Sono tre gli interventi prioritari secondo noi, il primo è il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione ..

Margherita Sforza, Euronews:

“Siamo sulla buona strada?”

Giorgio Squinzi:
“Sembravamo essere sulla buona strada poi sono uscite complicazioni formali e burocratiche che mi lasciano qualche dubbio. Ci stiamo lavorando ancora il decreto legge adesso è in Parlamento. Al secondo posto tra gli interventi prioritari, c‘è l’abbassamento del posto del lavoro. Riteniamo che sia necessario abbassare il costo del lavoro di almeno 9%. Vorrei ricordare che negli ultimi nove anni in Europa, la Germania ha avuto un abbassamento del costo del lavoro del 2%, e l’Italia ha avuto un incremento del costo del lavoro del 12%. Quindi dobbiamo recuperare il piu’ rapidamente possibile. E come terzo punto vorremmo la rimodulazione dell’imposta sull’Imu, la tassa sulla proprietà”.

Margherita Sforza, euronews:
“Parlando di riduzione del costo del lavoro, non si puo’ non parlare di disoccupazione giovanile, è altissima in Italia, altissima in Europa. Gli incentivi in Italia sono piuttosto vaghi ed insuffienti. Qual è la strada per dare una speranza ai giovani italiani ed europei”.

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“I numeri sono impressionanti, in Italia siamo quasi al 40%, in Europa in alcuni paesi siamo oltre il 50%. E’ una delle varie situazioni che deve avere la priorità assoluta. Credo che per risolvere questo problema ci sono tanti modi tecnici, ma la cosa principale è di ritrovare la crescita. Se ritroviamo la crescita, automaticamente il problema viene avviato se non verso una soluzione almeno verso una minore gravità”.

Margherita Sforza, euronews:
“Negli ultimi 5 anni, sono dati de “Il Sole 24 ore” , oltre 400 imprese italiane sono finite in mani estere. Si parla di grandi nomi come Bulgari o Parmalat. C‘è secondo lei una certa difficoltà delle aziende italiane, nel passare da una dimensione medio-grande ad una dimensione globale?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:

“Questo è un dato un po’ partigiano, perché ci sono anche molte aziende italiane che hanno fatto aquisto all’estero”

Margherita Sforza, euronews:

“Pero’ molte di meno”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“Non avendo il numero preciso, è difficile dirlo. Certamente ci sono state alcune grandi aziende italiane che sono passate in mano estera e questo da un lato conforta perché vuol dire che la capacità manifatturiera dell’Italia continua ad interessare nel mondo, dall’altro lato è sicuramente un indice di un impoverimento della capacità imprenditoriale del nostro paese.
Noi come Confindustria stiamo lavorando moltissimo per far crescere la capacità di attrazione del nostro paese di investimenti esteri nel nostro paese . Possiamo attrarre piu’ investimenti esteri, rimangono i benvenuti, se saremo capaci di dare risposte alle autorizzazioni in termini normali, se saremo un paese piu’ semplice, un paese con costi di energia piu’ vicini alla media europea, un paese dove si investe su infrastrutture, cosa mancata negli ultimi anni.

Margherita Sforza, euronews:
“Lei è un imprenditore chimico, amministratore della Mapei, va spesso negli Stati Uniti. Adesso si prepara un accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. Ci sono dei limiti da porre? e quali sono le difficoltà?”

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria:
“Noi siamo assolutamente a favore di questo anche se ci rendiamo conto che i veri problemi sono a livello normativo, perché abbiamo differenze importanti. Da chimico le cito: noi in Europa abbiamo il Reach che negli Stati Uniti non c‘è. E questo è un ostacolo importante molto piu’ di un dazio doganale. Nello stesso modo negli Stati Uniti ci sono delle regole, ad esempio quelle del Food and Drugs Administration, che mettono in grande difficoltà le aziende del settore agro-alimentare nelle loro esportazioni verso gli Stati Uniti”.

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