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Argentina: Videla è morto senza svelare la sorte dei desaparecidos

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Argentina: Videla è morto senza svelare la sorte dei desaparecidos

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La morte dell’ex dittatore argentino Jorge Videla non chiude la pagina della cosiddetta guerra sporca degli anni Settanta-Ottanta.

Videla, deceduto venerdì a 87 anni nel carcere di Buenos Aires, dove scontava l’ergastolo per la sparizione, l’assassinio e la tortura di 30.000 persone, porta con sé nella tomba segreti che rischiano di restare sepolti per sempre.

“Da un lato ci sentiamo sollevati – commenta Estela De Carlotto, dell’associazione “Nonne di Plaza De Mayo” - ma allo stesso tempo ci pesa il fatto che non abbia parlato o contribuito a farci sapere dove sono finiti e se sono vivi o morti i 30.000 desaparecidos e i 400 nipoti che le Nonne di Plaza de Mayo stanno cercando.”

Videla confessò l’uccisione di 7-8mila persone senza però esprimere pentimento. Tra i reati per cui è stato condannato c‘è la sottrazione sistematica dei figli delle donne incinte arrestate. Circa 500 bambini furono dati in adozione ad altre famiglie: ad oggi, poco più di 100 sono stati ritrovati dai parenti biologici.