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L'Iran sempre più coinvolto nel conflitto siriano?

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L'Iran sempre più coinvolto nel conflitto siriano?

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Non tacciono le armi in Siria. Nelle stesse ore, nel tentativo di sbloccare lo stallo diplomatico, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, è a Mosca per una visita ufficiale che durerà fino al 19 maggio.

Fra gli incontri in programma quello con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Ma le strade della diplomazia sono tortuose. Infatti Mosca vorrebbe che nei colloqui venisse inserito anche l’Iran, da sempre pro-Assad. Questo mentre il capo negoziatore iraniano, Said Jalili, è a Istanbul per discutere sul programma nucleare di Teheran.

A Istanbul Jalili si è espresso ai nostri microfoni sulla Siria: “Non sono solo i siriani a soffrire, ma anche gli europei per aver permesso a dei terroristi, i cosiddetti di combattere a migliaia di chilometri dall’Afghanistan. Credo faccia male all’Europa”. Jalili si riferisce alle bande armate anti Assad, sospettate di essere legate ad Al Quaeda.

Jalili a Istanbul incontra anche l’alto rappresentante per la politica estera comunitaria, Catherine Ashton. Obiettivo permettere agli ispettori Aiea di controllare alcune basi militari sospettate di preparare bombe e non un nucleare civile.

“Abbiamo sempre permesso accesso agli ispettori dell’Onu. Offerto la massima collaborazione non siamo mai stati così disponibili con gli ispettori”, ha aggiunto Jalili.

Su questo versante però la situazione è di stallo completo. Perché in vista delle presidenziali del 14 giugno a Teheran, sembra difficile che l’Iran cambi la sua politica nucleare. E Jalili è passato dall’essere il capo negoziatore a candidato alla presidenza. Correrà anche lui.