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Due riunioni per convincere Teheran a fermare il programma nucleare prima delle elezioni

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Due riunioni per convincere Teheran a fermare il programma nucleare prima delle elezioni

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Due riunioni, una a Vienna e l’altra a Istanbul, dovrebbero cercare di calmare gli animi attorno al controverso programma nucleare iraniano. Le speranze a un mese dalle elezioni nella repubblica islamica però sono davvero appese a un filo. Soprattutto dopo le dichiarazioni del capo negoziatore per il nucleare, Saeed Jalili. Dichiarazioni rese prima dell’inizio del colloquio a Istanbul con il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton. Questo era l’ennesimo meeting preparatorio di un nuovo giro di colloqui con il gruppo 5+1 (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu piu’ la Germania). Per Teheran, il programma nucleare iraniano è una questione nazionale al di sopra delle politiche dei partiti.

I dubbi sono confermati dall’analisi di un giornalista oppositore del regime: “Con le elezioni alle porte mi sembra difficile che si raggiunga un qualsiasi compromesso che possa interessare il tema del nucleare oppure possa mutare la linea politica del paese”.

Fra le questioni sul tappeto c‘è la visita alle controverse basi di Parchin e Busheher, che gli ispettori dell’agenzia internazionale per l’energia nucleare vorrebbero controllare. L’Aiea non crede alle assicurazioni di Teheran a proposito di un programma per il nucleare che sia di uso civile.