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Ap spiata dal governo. Il governo: "sicurezza nazionale". La replica: "inaccettabile"

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Ap spiata dal governo. Il governo: "sicurezza nazionale". La replica: "inaccettabile"

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“Siamo stati spiati dal governo”. Annuncio shock della Associated Press, venuta a conoscenza lo scorso venerdì che per due mesi, nel 2012, un centinaio di linee telefoniche dell’agenzia sono state sotto controllo.

La decisione fu presa in seguito a dei dettagli su un’operazione antiterrorismo in Yemen pubblicati da Ap.

Il procuratore generale Eric Holder, si smarca, dicendo che la decisione è stata del suo vice Jim Cole. Ma ha definito l’episodio della pubblicazione di notizie riservate, avvenuta lo scorso anno “fra le due o tre fughe di notizie più gravi che abbia mai visto. Mise il popolo americano a rischio e non è un’iperbole. Mise il popolo americano a rischioe scoprire chi ne è stato responsabile richiede un’azione molto aggressiva”.

La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Barack Obama non era a conoscenza dell’operazione, ma con ogni probabilità in caso contrario nulla sarebbe cambiato.

Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha chiarito che “il presidente sa bene quanto sia importante che le informazioni segrete e classificate restino segrete e classificate, per proteggere la sicurezza nazionale. C‘è un equilibrio al quale bisogna stare attenti”.

Ma l’agenzia non ci sta e definisce quella del governo “un’intrusione massiccia e senza precedenti nel lavoro giornalistico”, senza giustificazioni. Neanche quella di scoprire come si fosse arrivati alle informazioni circa il disegno di mettere una bomba su un aereo indirizzato negli Stati Uniti.