ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Una tassa sul digitale per sovvenzionare l'industria culturale francese

Lettura in corso:

Una tassa sul digitale per sovvenzionare l'industria culturale francese

Dimensioni di testo Aa Aa

Apple, Samsung e Google potrebbero essere chiamate a sovvenzionare la cultura “made in France”. Come? Con una tassa applicata alla vendita di smartphone, tablet e ogni altro congegno dotato di connessione a internet.

L’idea nasce da una commissione di esperti incaricata dal governo di Parigi di trovare modi nuovi e creativi per tutelare la musica e il cinema nazionali.

“Oggi la ricchezza prodotta dall’industria digitale va a profitto dei costruttori di hardware”, lamenta il ministro francese alla cultura, Aurelie Filippetti, che sottolinea come “questi supporti elettronici, fabbricati all’estero, non diano alcun beneficio alle imprese francesi che creano i contenuti”.

Nel 2012, i francesi non hanno esitato a spendere in nuovi gadget tecnologici: 4 miliardi di euro il giro di affari per gli smartphone, 2 miliardi e sei per i computer, un miliardo e tre per i tablet. Ma fanno fatica a spendere 9 euro per un cd musicale.

Da qui la proposta della commissione guidata da Pierre Lescure, già fondatore di Canal +. Nel rapporto, consegnato al presidente Hollande, si stima che una tassa dell’1% consentirebbe di raccogliere 86 milioni di euro. Pochi per sostenere l’industria culturale francese, minacciata sia dalla pirateria che dalla concorrenza anglosassone. Ma sarebbe soltanto l’inizio della battaglia per mantenere la cosidetta “eccezione culturale” francese anche nell’era di Internet.