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Respinto il legittimo sospetto, il processo ai neonazisti va avanti

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Respinto il legittimo sospetto, il processo ai neonazisti va avanti

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Respinto il legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice, è ripreso martedì mattina il processo contro Beate Zschaepe, mente e braccio armato dei neonazisti tedeschi, accusata di omicidi a sfondo razziale, quello di una poliziotta, rapine e attentati.

Nel processo ci sono altri quattro imputati come fiancheggiatori, due dei quali anche per concorso in omicidio.

La 38enne rimane, invece, l’unica del nucleo originario di “Clandestinità nazionalsocialista”, dopo l’omicidio suicidio degli altri due membri. Ma i parenti delle vittime non dimenticano il ruolo che hanno avuto. L’avvocato di una di esse, Mehmet Daimaugler:

“Saranno presenti nei giorni in cui i genitori di Mundlos e Boehnhardt saranno qui, perché vogliono capire come delle persone diventano assassini. È importante, per i miei clienti, per trovare la pace interiore”.

La Zschaepe, in aula, ha avuto un comportamento apparso sprezzante.

“Ha guardato la nostra cliente – ha detto l’avvocato dei parenti di Stefan Lucas, un’altra delle vittime – in maniera del tutto rilassata. Non aveva alcuna paura di guardarla in volto”.

La seconda seduta si è svolta tra numerose interruzioni. Gli avvocati della difesa chiedono lo spostamento in un’aula più grande. Quella attuale viene considerata troppo piccola per un processo con 5 imputati, 86 parti civili, 62 legali.