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Pakistan, Sharif: mano tesa all'India. Sulle elezioni l'ombra dei brogli

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Pakistan, Sharif: mano tesa all'India. Sulle elezioni l'ombra dei brogli

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“Le paure ci sono su entrambi i lati. Dobbiamo davvero risolvere la situazione”: Nawaz Sharif, leader del partito uscito vincitore dalle elezioni politiche in Pakistan, la Lega Musulmana (PML-N), parla dalla sua residenza di Lahore.

Il tema è quello spinoso delle relazioni con l’India. Il due volte primo ministro, deposto nel 1999 da un colpo di Stato incruento del generale Pervez Musharraf proprio in un periodo in cui i rapporti con i rivali storici godevano di una certa distensione, tende nuovamente la mano al premier indiano Manmohan Singh: “saremo felici di invitarlo al mio giuramento” – ha detto Sharif ai giornalisti – e metteremo fine agli incidenti che minacciano le relazioni diplomatiche”.

Il Paese sta lentamente tornando alla normalità dopo una tornata elettorale con affluenza record ma anche episodi di violenza che hanno causato, nel solo giorno della consultazione, 64 morti.

Gli osservatori provenienti dall’Unione Europea, in un rapporto, hanno sottolineato i progressi fatti in termini di processo democratico, ma hanno anche puntano il dito contro la poca trasparenza osservata in alcuni seggi.

La stessa commissione elettorale pakistana aveva ammesso la possibilità di brogli, in particolare a Karachi. Anche la decisione di allungare il voto di un’ora non ha aiutato, generando, nella maggior parte dei casi, confusione.

Nonostante l’autenticità non confermata, un video girato con un cellulare che mostra alcune donne votare più di una volta sembra dare credito alle accuse dei partiti sconfitti, in particolare il Movimento per la giustizia dell’ex campione di cricket Imran Khan.