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Monaco: ripreso il processo ai neonazisti

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Monaco: ripreso il processo ai neonazisti

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È ripreso a Monaco di Baviera uno dei processi più importanti del dopoguerra tedesco. Sotto accusa la cellula terroristica neonazista Clandestinità Nazionalsocialista, la NSU.

Alla sbarra Beate Zschaepe, unica sopravvissuta del trio accusato di nove omicidi a sfondo razziale e della morte di una poliziotta tra il 2000 e il 2007. nsieme alla Zschaepe anche 4 fiancheggiatori.

Un gruppo di sbandati provenienti dall’ex Germania dell’est, disoccupati e orfani di ideologie, sorto negli anni Novanta, all’ombra della riunificazione tedesca.

Individuati dai servizi segreti, entrano in clandestinità nel 1998, due anni prima di commettere il primo omicidio a Norimberga.

Il primo di una lunga serie, che ha come obiettivi gli immigrati turchi. Agiscono a Norimberga, Amburgo, Monaco, Colonia, Dortmund, commettono anche anche qualche rapina, per finanziarsi.

A Colonia, il primo grande attentato, nel 2001, fa10 feriti, sempre a Colonia il secondo attacco contro un quartiere turco, nel 2004, fa 22 feriti.
Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista, ma fanno un grossolano errore nel non prendere in considerazione quella dell’odio razziale.

Sotto choc per l’11 settembre, anche la Germania si mette sulle tracce di cellule islamiche fondamentaliste.
E sorveglia la pista di un possibile regolamento di conti tra bande mafiose turche.

I servizi segreti svolgono un ruolo poco chiaro, sospettati di connivenza, sembra che alcuni
dossier contenenti le prove dei legami tra gli agenti federali e i neonazi siano distrutti.
Tra gli informatori dei servizi segreti anche membri della cellula.

Ma se questo può essere un passaggio quasi obbligato, meno evidente, per una Germania che credeva di aver fatto i conti con il passato, è il fatto che la cellula Clandestinita’ nazionalsocialista è costituita da un numero di membri superiore a quello che si può credere e che gode di un sostegno non irrilevante.

Janine Patz, Contact and coordination against right, Jena:

“Dobbiamo abbandonare l’idea che il gruppo fosse composto da 3, 4 persone.
Si tratta di una grande organizzazione, dalla quale hanno preso spunto molte altre organizzazioni in Turingia.
Anche organizzazioni e partiti che esistono tuttora”.

La xenofobia resta un grosso male della Germania di oggi.

Stando a un sondaggio recente, le idee xenofobe hanno facile presa nel 15% dei tedeschi dell’ex Germania dell’est, numero che si riduce al 7% nei tedeschi della Germania Occidentale.
Nel 2011 il numero dei neonazi era stimato in oltre 23 mila persone , circa 10 mila considerate pericolose.