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Spagna, due anni da "Indignados"

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Spagna, due anni da "Indignados"

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L’indignazione compie due anni. I movimenti figli della crisi che, dalla Spagna, hanno fatto il giro del mondo col nome, appunto, di “Indignados”, cominciarono con l’occupazione di Puerta del sol, in realtà il 15 maggio. Data che ha fornito un altro dei nomi a quella protesta.

Migliaia di persone sono tornate, domenica 12, a occupare gli stessi luoghi. Con sentimenti non dissimili.

“Perché nulla è cambiato”, dice un giovane manifestante “Due anni dopo siamo nella stessa situazione. Chiediamo diritti, ma non otteniamo niente. In realtà li stiamo perdendo”.

“Penso che chiunque abbia realmente a cuore le persone, e non altri interessi, dovrebbbe essere qui. Combattiamo perché ci sia più equità e per prenderci cura di noi stessi” afferma un padre con la sua bambina in spalla.

La protesta ha attraversato una ventina di città spagnole. Oltre a quelle di Madrid, sono state invase le strade di Barcellona e Bilbao, Siviglia e Valencia.

I manifestanti vanno avanti “costi quel che costi”. E la situazione, dati alla mano, non induce all’ottimismo: sono quasi 5 milioni gli spagnoli senza lavoro, decine di migliaia gli sfrattati.