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Al via il braccio di ferro sulla politica della pesca

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Al via il braccio di ferro sulla politica della pesca

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Tutti a bordo per dire no alla pesca eccessiva. Diverse Ong si sono date appuntamento davanti alla sede del Consiglio a Bruxelles per sostenere la riforma che i ministri europei discutono lunedi’ e martedi’.

“Se perderemo questa opportunità, chissà se ne avremo un’altra”- ha dichiarato la Commissaria alla pesca Maria Damanaki.

La riforma dovrebbe mettere fine alla pesca eccessiva entro il 2015 per consentire al mare di ripopolarsi.

Il direttore del WWF Europe, Tony Long: “Vogliamo che i ministri della pesca condannino l’abitudine di rigettare in mare pesce vivo o persino. I cosidetti rigetti sono una cattiva pratica a cui si deve metter fine”

Oltre alla questione dei rigetti, la riforma della pesca affronta anche la questione della regionalizzazione e delle dimensioni delle flotte nazionali. Soddisfatti i piccoli pescatori, spiega un loro rappresentante Christian Decugis:

“Per la prima volta- dice- la riforma tiene in considerazione la pesca artigianale che rappresenta l’80% dei pescherecci di meno di 12 metri e il 70% dei posti di lavoro, fino ad ora le altre riforme non se ne erano occupate”

Dopo il braccio di ferro tra il Parlamento europeo e gli stati membri, i ministri europei dovrebbero dare un nuovo mandato alla Presidenza irlandese per trovare un compromesso entro giugno.