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Pakistan, Sharif tornerà alla guida del governo

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Pakistan, Sharif tornerà alla guida del governo

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Il Leone del Punjab torna a ruggire. Quasi 14 anni dopo la fine del suo secondo mandato, Nawaz Sharif riprenderà la guida del governo pakistano. I risultati, ancora parziali, non assicurano, però alla sua Lega musulmana pachistana di poter mettere in piedi un monocolore.

La giornata è stata tranquilla, dopo che sabato, durante il voto, si erano registrati 40 morti per scontri e attentati.

Imitiaz Gul, analista politico, spiega che “Nawaz Sharif dovrà affrontare una serie di sfide. La principale è la ripresa economica, perché la situazione sta portando la gente alla frustrazione. C‘è una fortissima disoccupazione e scarsa produzione industriale. Al contempo dovrà affrontare l’estremismo religioso nel Paese”.

Ha riconosciuto la sconfitta il leader della terza forza, il Movimento per la giustizia (Pti), Imran Khan, pur adombrando la possibilità di brogli dal letto di ospedale dove si trova in seguito alla caduta da un palco:

“Nel complesso, credo che un genuino sistema democratico sia ormai stato implementato in Pakistan. Ci sono molte cose positive. Innanzitutto la partecipazione di giovani e donne, un’affluenza senza precedenti. Oggi mi sento più ottimista di quanto lo sia mai stato”.

Difficile che il futuro premier possa, o voglia, convincere a collaborare il Pti o il Partito del popolo pachistano (Ppp), il principale della coalizione di governo uscente, a collaborare. Più probabile che si rivolga alle decine di candidati indipendenti, sempre disponibili a prestarsi a qualche accordo che possa portare loro dei vantaggi.

Parole, comunque, di distensione. Come quelle giunte dagli storici rivali indiani, che hanno accolto con favore l’esito del voto pakistano. Il premier Manmohan Singh ha invitato Sharif a un incontro “nella data più opportuna per entrambi”.