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USA: il "mostro" di Cleveland rischia la pena di morte

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USA: il "mostro" di Cleveland rischia la pena di morte

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La procura americana sarebbe intenzionata a chiedere la pena di morte nei confronti di Ariel Castro, l’uomo che ha tenuto sequestrate tre donne per dieci anni nella sua casa di Cleveland in Ohio.

A dirlo il procuratore Timothy Mc Gynthy che ha stabilito una cauzione di 8 milioni di dollari per l’uomo che rimarrà dunque in carcere in attesa che si istruisca il processo.

Come ha ammesso il procuratore Mc Gynty Castro sarà perseguito per ognuno dei capi d’accusa: per la violenza sessuale, per ogni giorno di sequestro delle sue vittime, per il tentato omicidio e per gli omicidi provocati dagli aborti imposti per una decade alle sue prigioniere.

E non passa ora che la biografia di Castro non si arricchisca di particolari agghiaccianti, non ultimo il calvario imposto anche alla moglie scomparsa qualche anno fa per una malattia dopo anni di maltrattamenti.

Mentre la madre del presunto aguzzino ha chiesto perdono alle vittime per il dolore arrecato loro dal figlio che ha definito malato.

Confermata inoltre l’esistenza di una lettera-confessione di Castro in cui, già nel 2004, avrebbe ammesso di essere un predatore sessuale.

I fratelli di Castro sono stati rimessi in libertà e, sembra, scagionati anche dall’accusa di favoreggiamento. Delle vittime invece solo Michelle Knight non ha ancora incontrato i familiari. Alcuni di loro avevano ritenuto la sua una fuga e non un rapimento. Un atteggiamento che ha indispettito la donna.