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Siria, Manila verso ritiro Caschi blu

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Siria, Manila verso ritiro Caschi blu

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8 ore di tregua a Yarmouk, quartiere di Damasco dove di norma infuria il conflitto, tra i ribelli che controllano l’area e le truppe di Bashar Al Assad.

In tanti hanno cercato in fretta di raggiungere Midan, zona della capitale controllata dal regime, per rifornirsi del necessario per vivere prima che riprendano le ostilità.

Il conflitto che in due anni ha fatto circa 70 mila vittime non si ferma, i civili ne pagano il prezzo più alto ma si è alzato il livello di pericolo anche per i militari Onu: i Caschi blu dell’Undof, di stanza sulle alture del Golan, sono stati ritirati da una delle postazioni, dopo il rapimento martedì di 4 peacekeeper filippini, da parte dell’opposizione siriana. Atto che ha indotto Manila a valutare il ritiro dei propri militari, tra i più numerosi della missione.

La diplomazia internazionale cerca di rilanciare il proprio ruolo : “C‘è bisogno di un negoziato degno di questo nome per imporre una transizione politica in Siria”, ha dichiarato il premier britannico in visita in Russia, storico alleato della Siria, all’indomani dell’accordo raggiunto tra Mosca e Washington sulla comune volontà di fare pressioni su Damasco.
Un progresso salutato con cauto ottimismo dall’inviato di Onu e Lega araba per la crisi siriana, Lakhdar Brahimi che nei giorni scorsi aveva minacciato di dimettersi dopo la decisione della Lega araba di riconoscere l’opposizione siriana.