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Pakistan a poche ore dal voto, ancora violenze

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Pakistan a poche ore dal voto, ancora violenze

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Ultimi preparativi a poche ore dal voto per le politiche in Pakistan. Per la prima volta dal 47 e cioè dalla nascita del Paese, con la separazione dall’India, il potere passa da un governo di civili ad un altro. Una strada democratica intrapresa con difficoltà:
i talebani che hanno annunciato attentati kamikaze in tutto il paese.

“Le donne sono spaventate a causa di questa minaccia, in molte si sono rifiutate di recarsi ai seggi” – racconta uan residente della capitale. La campagna elettorale è stata contrassegnata da ripetute violenze, è stato rapito il figlio dell’ex premier Yusuf Raza Gilani e nelle ultime ore un check point al confine con l’Afghanistan è stato attaccato, tra forze di sicurezza e militanti sono morte nove persone.

Candidato favorito della consultazione Nawaz Sharif, leader del partito di opposizione, la Lega musulmana, nemico del Partito popolare e della dinastia dei Bhutto.
È rimasto in corsa l’ex giocatore di cricket Imran Khan, leader del Movimento per la Giustizia, dopo una brutta caduta dal Palco, martedì scorso, si è rivolto ai suoi sostenitori dal letto d’ospedale, obiettivo di Khan riformare il Paese bloccato dai partiti.
Nella corsa elettorale c’è anche Bilawal Zardari Bhutto, figlio della premier assassinata Benazir Bhutto e del presidente Asif Ali Zardari. Ricorse energetiche, inflazione e insicurezza sono i temi più urgenti per un Paese in cui la spesa pubblica militare è cinque volte superiore a quella per l’istruzione e la religione determina ogni aspetto della società.