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G7, cercasi ricetta per la ripresa. Sul tavolo anche banche e valute

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G7, cercasi ricetta per la ripresa. Sul tavolo anche banche e valute

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Immersi nelle campagne di Aylesbury, a 70 chilometri da Londra, ministri delle finanze e governatori delle banche centrali del G7 si riuniscono fino a sabato per discutere su come coltivare la ripresa.

“Sarà un eccellente vertice del G7, discuteremo approfonditamente della ripresa e su come spostarci da una ripresa a tre velocità ad una a tutta velocità”, dichiara al suo arrivo Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale.

Tra i Paesi a “media velocità”, secondo la classificazione resa famosa dalle ultime previsioni economiche dell’Fmi, c‘è anche il Canada, rappresentato nell’occasione dal futuro governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney.

La pecora nera che non riesce a ingranare è invece l’Europa continentale, come afferma tra le righe il ministro delle finanze britannico. “I Paesi presenti rappresentano metà dell’economia mondiale. La buona notizia è che un certo grado di stabilità e fiducia è tornato nell’economia globale ma abbiamo ancora tanto da fare”, ha affermato George Osborne. “Lo sappiamo bene in Gran Bretagna, avendo visto negli ultimi anni che siamo molto influenzati da ciò che succede nei Paesi vicini.”

Due gli altri principali dossier sul tavolo dei partecipanti al vertice. La regolamentazione bancaria, innanzitutto, un tema inconsueto per un G7 ma riportato in auge dalla recente crisi cipriota. L’idea non piace ai padroni di casa, che da tempo contestano le regole in via di approvazione a livello europeo, temendo le ricadute per la City londinese.

E poi il ruolo delle banche centrali, che in alcuni Paesi si stanno letteralmente sostituendo ai governi per rilanciare l’economia con manovre monetarie espansive. Il rappresentante del Giappone, Paese dove le misure di crescita stanno avendo forti effetti di svalutazione sullo yen, si sentirà decisamente osservato.