ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Brasile: caos stadi a un mese dalla Confederations Cup

Lettura in corso:

Brasile: caos stadi a un mese dalla Confederations Cup

Dimensioni di testo Aa Aa

In Brasile è cominciato il conto alla rovescia in vista della Confederations Cup, in programma dal 15 al 30 giugno. Il 27 aprile il Maracanà ha ospitato la prima gara per testare il nuovo impianto, che sarà inaugurato ufficialmente il 2 giugno e dove saranno disputate sia la finale della Confederations Cup sia della Coppa del Mondo in programma tra un anno.

Il Brasile sogna di vendicare la disfatta nel Mondiale del 1950, quando proprio al Maracanà perse la gara decisiva con l’Uruguay.

“Mio padre era al Maracanà quel giorno – ricorda Zico, leggenda del calcio brasiliano e detentore del record di gol segnati al Maracanà -. Mi disse che quella sconfitta fu il più grande dolore della sua vita. Quando ero bambino mi raccontava sempre dello stadio pieno, con 200mila persone che piangevano a causa di quella partita. Tutto il paese credeva nella vittoria, è stato il giorno più triste della sua vita”.

Sessantaquattro anni dopo, la nazionale brasiliana ha una nuova occasione di sollevare la coppa del mondo al Maracanà. Le speranze della seleçao sono riposte soprattutto in Neymar: “Per me il Mondiale è un sogno – sottolinea il 23enne attaccante del Santos -, tutti i paesi vogliono vincere la coppa del mondo”.

“Per noi – aggiunge Neymar – questo Mondiale è ancora più importante, perché si giocherà nel nostro paese. Sentiamo una grossa responsabilità. Su di noi c‘è una pressione maggiore rispetto alle altre squadre, ma ci faremo trovare pronti”.

I brasiliani sognano di vincere la loro sesta Coppa del Mondo, ma è ancora presto per pensare alle partite: l’attenzione del comitato organizzatore è ancora focalizzata sui lavori per terminare in tempo gli impianti che ospiteranno le gare.

Nessuno degli stadi è stato costruito nei tempi stabiliti. La scadenza per il completamento dei lavori del Maracanà è stata posticipata per tre volte. La Fifa ha fissato il 24 maggio come termine ultimo ma non è ancora certo che lo stadio sia pronto per quella data.

“Non credo che faremo in tempo a finire tutto – spiega uno degli operai impegnati al Maracanà -, alcuni lavori all’interno dello stadio non saranno completati in tempo. Dopo la Confederations Cup saranno necessari altri interventi, ma niente che riguardi l’area aperta al pubblico”.

I sei stadi che ospiteranno la Confederations Cup avranno bisogno di alcune modifiche nella zona delle panchine, perché non rispettano gli standard della Fifa. L’impianto di Belo Horizonte ha alcuni problemi di accessibilità, mentre lo stadio di Brasilia che ospiterà la gara inaugurale non è ancora pronto. Tanto che la Fifa starebbe pensando di far disputare il torneo in 5 stadi.

“Il problema è che gli stadi sarebbero dovuti essere pronti entro lo scorso dicembre ma non è successo – ammette Luis Fernandes, vice ministro dello sport brasiliano -. Questo ci ha creato dei problemi perché non abbiamo avuto molto tempo per testarli e ora dovremo farlo poco prima dell’inizio della Confederations Cup”.

I lunghi lavori per completare gli stadi hanno creato creato diversi disagi alla popolazione locale, infastidita dal protrarsi dei lavori. “Penso che l’organizzazione non sia buona, manca tutto – sottolinea un tifoso brasiliano davanti al Maracanà -. Lo stadio non è ancora pronto ma sarebbe dovuto esserelo da tempo”.

“La coppa del mondo non sarà un evento per i brasiliani ma solo per i turisti – rincara la dose un altro tifoso -. Stanno costruendo infrastrutture e stadi che non saranno utili ai brasiliani e che non saranno ultimati in tempo”.

Oltre che per i problemi legati ai ritardi nella consegna degli stadi, il comitato organizzatore è stato criticato per la distribuzione geografica delle città che ospiteranno le partite. Negli Stati Uniti, in Francia e in Sudafrica le gare erano state giocate in 9 o 10 impianti al massimo, ma il Brasile ha insistito che gli stadi fossero 12. Una decisione che ha scatenato un acceso dibattito interno.

“Abbiamo scelto 12 città perché il Brasile è un paese vasto, non è solo Rio de Janeiro o San Paolo – si giustifica Ricardo Trade, amministratore delegato del comitato organizzatore -. In questo modo la gente potrà scoprire luoghi meravigliosi come Manaus e il Pantanal”.

Una motivazione che non ha convinto tutti. “Alcune delle città selezionate non hanno squadre di club e non rappresentano il calcio brasiliano”, è la replica di Zico a Trade. A cui si aggiunge quella di Romario, ex fuoriclasse della nazionale campione del mondo a Usa ’94: “Gli stadi di Brasilia, Cuiabà, Manaus e Natal non erano necessari – dice senza peli sulla lingua -. Il governo ha speso tantissimo denaro per ognuno di questi stadi ma dopo la Coppa del Mondo non ospiteranno altre partite di calcio”.

Il sogno della grande finale al Maracanà per gran parte della popolazione si sta trasformando in un incubo. I brasiliani sono stanchi delle controversie riguardanti gli stadi, i grossi investimenti pubblici e i ritardi nei lavori. Un malcontento alimentato anche dalle deludenti prestazioni sul campo di Neymar e compagni.

“I brasiliani sono molto pessimisti – confessa Zico – e non credo che la situazione possa cambiare nel giro di un anno. Potrebbe succedere solo se la nazionale brasiliana tornasse a giocare bene e a vincere”.