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Attentato Boston: sempre più controllo su dati personali

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Attentato Boston: sempre più controllo su dati personali

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Il Congresso statunitense vuole capire come l’attentato di Boston sia potuto accadere senza che i servizi segreti siano riusciti a prevederlo e impedirlo.
Fra le polemiche che infuriano negli Stati Uniti anche quelle che investono chi sarebbe delegato a proteggere il paese dal terrorismo. Michael Mccaul, presidente della commissione d’inchiesta sui fatti del 15 aprile non ha potuto che riconoscerlo.

“Non si può prevedere tutto”, ha aggiunto il capo della polizia di Boston. “Dobbiamo anche ammettere però che centri d’informazione che collaborino fra di loro faranno sempre più parte del nostro futuro”.

Il riferimento di Edward Davis, è al Dipartimento di Sicurezza Interna creato nei mesi successivi all’attentato alle torri gemelle, che permette alle autorità di incrociare dati personali di chiunque sia sospettato di attività terroristica. Una cosa che non ha però funzionato con i fratelli Tsarnaev, i due sospetti attentatori di Boston. Il maggiore, Tamerlan, ucciso dalla polizia, è stato finalmente inumato dopo essere rimasto per giorni in attesa in una camera ardente. Il minore, ancora in ospedale, e che rischia la pena di morte, avrebbe cominciato invece a organizzare la propria difesa.