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Il Punk in mostra tra strappi couture e spille da balia

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Il Punk in mostra tra strappi couture e spille da balia

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Punk come musica, come moda, come anarchia, come movimento creativo.
La storia del Punk, attraverso i modelli di moda che hanno caratterizzato il genere, scoppiato negli anni Settanta in Gran Bretagna e Stati Uniti, è ora al centro della mostra “Punk:Chaos to Couture”, all’Istituto del Costume del Metropollitan Museum of Art di New York.

“Il Punk era celebrazione dell’individualità. Voleva dire celebrare la creatività e non aver paura di osare nel modo in cui ci si presentava, di osare con il proprio look. Punk significava sfidare lo status quo ed il significato di bellezza. Penso che tutti questi elementi abbiano avuto un forte impatto sulla moda.” spiega Andrew Bolton, curatore della mostra.

Dall’inglese,” roba da due soldi”, il punk è divenuto sinonimo di abiti strappati, creste e borchie.
L’esposizione Punk: Chaos to Couture, mostra come lo stile sia arrivato però ad influenzare anche l’alta moda, cominciando con la stilista inglese Zandra Rhodes.

“Perchè uno strappo, una spilla da balia e una catena non possono essere altrattanto favolosi di lustrini e colori?. Per me è stata un’avventura, naturalmente con quei modelli non posso dire di aver fatto grossi affari nel mercato del couture, ma adesso sono pezzi da collezionisti” dice Rhodes.

La mostra si apre con un tributo al CBGB, il locale punk di New york in cui esordirono Patti Smith, Blondie ed i Ramones.

Sette i saloni, che esplorano anche i modeli di Malcom McLaren e Vivienne Westwood, fino alla cultura del “do it yourself” dove per fare tendenza bastava uno strappo.

La mostra è aperta al pubblico fino al 14 agosto.