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Nella casa degli orrori di Cleveland gravidanze e aborti
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Catene e legacci sono stati ritrovati nella cantina dell’abitazione di Cleveland, in Ohio, dove sono rimaste segregate per 10 anni, tre giovani donne americane.

La polizia arrivò per due volte fino alla casa degli orrori, ma gli agenti non ebbero alcun sospetto.

Sono accusati del sequestro i fratelli Ariel, Pedro e Onil Castro. Michelle, Amanda e Gina erano tenute prigioniere in stanze separate e probabilmente venivano liberate in momenti diversi l’una dall’altra.

“L’incubo è finito. Queste tre ragazze ci hanno fornito la definizione più pura di sopravvivenza e perseveranza – le parole di Steve Anthony, agente speciale del Fbi – Le famiglie di queste tre giovani non hanno mai abbandonato la speranza e nemmeno le forze dell’ordine. Come potete immaginare, le parole non possono descrivere l’emozione che proviamo noi tutti. Anche le forze dell’ordine piangono”.

Le tre giovani e la figlia di Amanda sono state dimesse dall’ospedale e affidate alle cure del Fbi. Una fonte di polizia ha raccontato ad una tv che gli aguzzini picchiavano chi era incinta per interrompere le gravidanze. Potrebbe essere collegato a queste vicende il ritrovamento, definito “inquietante” dalla polizia, di qualcosa in giardino.

Dopo il sollievo della liberazione, merito di Charles Ramsey, il vicino-eroe, le ragazze dovranno fare i conti con i traumi di un orrore lungo 10 anni.

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