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L'Onu lancia l'allarme disoccupazione giovanile

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L'Onu lancia l'allarme disoccupazione giovanile

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La ripresa economica fatica ad arrivare e a pagarne il prezzo sono in misura sempre maggiore i giovani che non trovano un impiego. E’ il quadro desolante dipinto dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia delle Nazioni Unite.

Dopo l’impennata seguita alla crisi del 2008, il tasso di disoccupazione giovanile era diminuito nei tre anni successivi. Quest’anno però, secondo le previsioni, segnerà la definitiva inversione di tendenza salendo al 12,6% a livello globale.

Le code fuori dagli uffici di collocamento si stanno allungando in particolare nelle economie sviluppate, dove il 17,9% dei giovani è senza lavoro. In termini assoluti, significa oltre 73 milioni di ragazzi in tutto il mondo.

La difficoltà nel trovare un impiego induce molti a rinunciare, avverte l’organizzazione. Il numero dei cosiddetti “Neet”, acronimo che in inglese indica giovani che non studiano né lavorano, sta crescendo e il tasso, nei Paesi dell’area Ocse, è salito al 15,8%. Particolarmente preoccupante è il trend in Italia, dove quasi un giovane su quattro appartiene a questa categoria.

‘Sempre meglio che finire a fare un lavoro per il quale non si è portati’, potrebbe obiettare qualcuno. Ebbene, l’ultimo allarme lanciato dal rapporto verte proprio su questo aspetto: anche dopo aver firmato il tanto agognato contratto, i giovani si trovano spesso ad eseguire compiti per i quali sono troppo qualificati. Un danno doppio: per la persona e per l’economia nel suo complesso.