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I segreti degli schermi a cristalli liquidi
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Televisori, computer, cellulari, gps…oggi 9 apparecchi elettronici su 10 sono provvisti di uno schermo a cristalli liquidi. Dopo le prime ricerche, condotte negli anni ’60 negli Stati uniti, sono stati il tedesco Wolfgang Helfrich e lo svizzero Martin Schadt, nel 1970, a brevettare un sistema in grado di far funzionare uno schermo lcd con pochissima energia. Si tratta di un effetto che sfrutta le proprietà liquido-cristalline possedute da alcuni composti organici:

“Gli schermi lcd sono piatti, pesano poco e consumano poco e danno una buona resa del colore – dice Schadt – La visione è buona da ogni angolazione, l’immagine non ne risente. Qui in questo negozio, ecco per esempio una radio portatile. Senza questa tecnologia nessuna applicazione portatile sarebbe possibile, perché i display in grado di visualizzare le informazioni consumerebbero troppa energia”.

Per capire l’importanza dell’invenzione, basti dire che l’anno scorso, nel mondo, sono stati venduti oltre 40 milioni di televisori lcd. Per saperne di più, andiamo a trovare Martin Schadt a casa sua, nella cittadina svizzera di Liestal, vicino a Basilea.

Schadt, che oggi ha 75 anni, continua a lavorare per migliorare le qualità ottiche dello schermo da lui inventato e per trovare nuove applicazioni alle proprietà dei cristalli liquidi.

L’immagine su uno schermo lcd è composta da migliaia di piccoli punti di diverso colore e luminosità. Ogni punto è formato da molecole che cambiano direzione in presenza di un campo elettrico, allineandosi con esso e alterando la polarizzazione della luce. Sfruttando questa capacità è possibile filtrare la luce facendola passare entro appositi pannelli:

“Cominciamo con questi due filtri ottici, che sono identici e sono parte integrante di ogni display a cristalli liquidi – spiega Schadt – Questi filtri lasciano passare solo la luce che oscilla in una certa direzione. Ciò significa che se pongo questi due filtri uno dietro l’altro in parallelo, la luce può passare. Se ruoto uno dei due filtri di 90 gradi, la luce non può passare e lo schermo appare – per così dire – nero. Un display a cristalli liquidi esegue questa rotazione elettricamente”.

Ognuno dei punti che appaiono sullo schermo si comporta come i filtri mostrati da Schadt. Luminosità e colore possono essere graduati. Questo processo, replicato migliaia di volte, crea il segnale ottico.

Ed ecco il primo schermo a cristalli liquidi che Martin Schadt ha costruito, nel 1971. È un display molto semplice, monocromatico, per orologi o piccole calcolatrici. Quarant’anni dopo, come ogni buon inventore, Martin Schadt continua a fare esperimenti per rendere il sistema sempre più affidabile e resistente, per esempio alle temperature estreme.

Quest’anno i suoi sforzi saranno forse coronati da un nuovo successo: Schadt concorre per il premio alla carriera attribuito dall’Ufficio europeo dei brevetti. La cerimonia di premiazione si svolgerà ad Amsterdam, il 28 maggio:

“Per me inventare è uno stile di vita – dice Schadt – Gli inventori sono curiosi per natura, cercano nuovi modi di fare, vedono cose a cui gli altri non pensano. È un’emozione che non finisce mai”.

Il nostro inviato, Claudio Rocco, domanda:

“Lei ha inventato una tecnologia che oggi è utilizzata da milioni di persone in tutto il mondo. Qual è la sua sensazione?”

“La mia invenzione è molto utile – risponde Schadt – Consente di comunicare con le macchine, con le automobili, con gli aerei e così via e questo, secondo me, è emozionante.”

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