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Siria: su uso armi chimiche "non ci sono prove conclusive"

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Siria: su uso armi chimiche "non ci sono prove conclusive"

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La pistola fumante non si trova. L’Onu non ha le prove che in Siria siano state usate armi chimiche né dai ribelli, né dal regime di Bashar al Assad.

La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha rettificato le affermazioni del proprio membro, Carla Del Ponte, che aveva accusato gli insorti di aver ucciso i nemici con il gas sarin.

La questione sarà al centro dell’incontro tra il segretario di Stato statunitense, John Kerry, con il presidente russo, Vladimir Putin.

“Siamo sicuri al 100%, la Siria non ha usato armi chimiche contro il proprio popolo – si difende il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal Mekdad – Siamo sicuri al 100%, ma l’opposizione ha costruito tutte queste bugie per delegittimarci e coprire i crimini commessi ad Aleppo. Chiediamo alle Nazioni unite, attraverso la stampa, di venire subito”.

Di diverso avviso Washington. Gli Stati uniti si dicono convinti che sia stato l’esercito di Assad a violare i diritti umani, smentendo le accuse della Del Ponte:

“Riteniamo molto probabile – sostiene il portavoce del Presidente Obama Jay Carney – che se siano state usate armi chimiche, e ci sono prove evidenti in questo senso , la responsabilità sia del regime di Assad”.

La linea della Casa Bianca viene confermata dal Presidente della commissione Esteri del Senato. Robert Menendez ha richiesto di autorizzare la fornitura di armi alle forze siriane anti-Assad.